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Qualcosa in piu' sulle Blatte (scarafaggi)
- da
il 23/11/2011 @ 08:51
Gli Scarafaggi o Blatte
Chi sono?
Gli scarafaggi (detti anche blatte) sono insetti presenti sulla Terra da milioni di anni e svolgono, in natura, un ruolo importante. Alcune specie, però, sono in grado di vivere a contatto con l’uomo, nelle case e nell’ambiente urbano. Qui sono dannosi, poiché possono diffondere malattie e deteriorare gli alimenti, i tessuti, i libri, ecc. rigurgitando periodicamente una parte del loro cibo e deponendo le loro deiezioni. Inoltre liberano una secrezione nauseabonda cosicché i luoghi dove esse soggiornano o gli alimenti da loro toccati possono essere contaminati da microrganismi e conservano a lungo un odore insopportabile. Hanno dimensioni variabili a seconda della specie (da alcuni cm a poco più di 1 cm) ma si riconoscono facilmente perché hanno antenne lunghe, corpo ovale e appiattito, zampe con piccoli peli e, sulla parte posteriore del corpo, due piccole ‘spine’ (cerci). Quali sono i rischi per la salute?
Gli scarafaggi si spostano facilmente da un edificio ad un altro, penetrano nelle abitazioni a partire dai canali di scarico, dai giardini, dalle reti fognarie o dalle abitazioni infestate. Possono anche essere inconsapevolmente portati a casa propria nascosti in sacchi (es. patate) o cartoni provenienti da magazzini infestati. Nutrendosi anche di escrementi, possono trasportare e quindi propagare facilmente germi patogeni. Inoltre gli scarafaggi possono trasportare le uova di vari parassiti e possono determinare la comparsa di reazioni di tipo allergico, per contatto diretto o con i loro residui. Anche un uso improprio di insetticidi o di prodotti per il trattamento delle infestazioni da scarafaggi può comportare rischi per la salute umana. Quali sono le loro abitudini?
Essendo parenti delle specie che vivono in natura, hanno conservato le loro abitudini: rifuggono la luce, prediligono gli ambienti umidi, si nutrono di tutto, anche di rimasugli di cibo o di materiali in decomposizione. Di giorno si nascondono nelle crepe dei muri, sotto i battiscopa o in altri nascondigli, specie se umidi e vicini fonti di calore (es.: compressore del frigorifero, canali di passaggio per i tubi dell’acqua calda, forno di cucina ecc.). Infestano anche i sottolavelli e le parti inaccessibili dei mobili, i sottopiani cottura e gli anfratti e le contropareti dei fornelli e dei ripiani di cottura. Alcune specie prediligono cantine, fognature e discariche. Nelle case della nostra Regione si possono trovare quattro specie, che si riconoscono e differenziano facilmente tra loro per il colore (da nero a marrone chiaro) e per le dimensioni (da 2-3 cm a 1 cm). Alcune specie si propagano con maggior facilità in quanto si spostano velocemente anche sulle pareti verticali.
Cosa fare per evitare la loro compagnia? 1) Mantenere i locali puliti e ordinati e lasciare il pavimento libero da oggetti. 2) Effettuare una accurata sigillatura ermetica attorno al passaggio, nei muri, delle canalizzazioni di tubi del gas, dell’acqua, degli scarichi e dell’impianto elettrico per evitare che entrino dall’esterno. 3) Stuccare eventuali crepe e fessure di pavimenti, pareti e soffitti. 4) Fare attenzione ai sacchi, sacchetti o cartoni di alimenti o verdura (patate, cipolle, scatolame ecc.) che si portano a casa e che possono essere stati conservati in magazzini infestati.
5) Accertarsi che tutti gli scarichi siano dotati di sifone.
Cosa non fare?
1) Non lasciare cibo o residui di cibi in contenitori aperti. 2) Non tenere immondizie in recipienti aperti e smaltirle ogni giorno. 3) Non accumulare scorte alimentari nelle cantine e nei ripostigli.
Come verificare la loro presenza?
1) Accendere improvvisamente la luce di notte. 2) Collocare trappole collanti da cambiare ogni sei mesi.
Nei condomini:
1) Avvisare prontamente l’amministratore dello stabile in caso di infestazione del proprio appartamento, affinché faccia controllare gli altri appartamenti e le parti comuni. 2) Nel corso di lavoro per l’allacciamento alla rete fognaria urbana, accertarsi che la fossa biologica usata in precedenza venga rimossa o riempita di terra, per evitare che divenga luogo di annidamento di scarafaggi. 3) Se l’allacciamento alla rete fognaria urbana è già avvenuto negli anni precedenti, informarsi che la fossa biologica sia stata rimossa o riempita di terra.
Cosa fare se gli scarafaggi sono già arrivati?
Nel malaugurato caso che questi insetti siano comunque arrivati in casa vostra, sarà necessario operare una disinfestazione. Esistono in commercio prodotti in libera vendita: fare attenzione però al rischio di tossicità di alcuni essi e leggere attentamente l’etichetta. Altrimenti fare ricorso a ditte specializzate...ANCONETANA SERVIZI !
Gli scarafaggi (detti anche blatte) sono insetti presenti sulla Terra da milioni di anni e svolgono, in natura, un ruolo importante. Alcune specie, però, sono in grado di vivere a contatto con l’uomo, nelle case e nell’ambiente urbano. Qui sono dannosi, poiché possono diffondere malattie e deteriorare gli alimenti, i tessuti, i libri, ecc. rigurgitando periodicamente una parte del loro cibo e deponendo le loro deiezioni. Inoltre liberano una secrezione nauseabonda cosicché i luoghi dove esse soggiornano o gli alimenti da loro toccati possono essere contaminati da microrganismi e conservano a lungo un odore insopportabile. Hanno dimensioni variabili a seconda della specie (da alcuni cm a poco più di 1 cm) ma si riconoscono facilmente perché hanno antenne lunghe, corpo ovale e appiattito, zampe con piccoli peli e, sulla parte posteriore del corpo, due piccole ‘spine’ (cerci). Quali sono i rischi per la salute?
Gli scarafaggi si spostano facilmente da un edificio ad un altro, penetrano nelle abitazioni a partire dai canali di scarico, dai giardini, dalle reti fognarie o dalle abitazioni infestate. Possono anche essere inconsapevolmente portati a casa propria nascosti in sacchi (es. patate) o cartoni provenienti da magazzini infestati. Nutrendosi anche di escrementi, possono trasportare e quindi propagare facilmente germi patogeni. Inoltre gli scarafaggi possono trasportare le uova di vari parassiti e possono determinare la comparsa di reazioni di tipo allergico, per contatto diretto o con i loro residui. Anche un uso improprio di insetticidi o di prodotti per il trattamento delle infestazioni da scarafaggi può comportare rischi per la salute umana. Quali sono le loro abitudini?
Essendo parenti delle specie che vivono in natura, hanno conservato le loro abitudini: rifuggono la luce, prediligono gli ambienti umidi, si nutrono di tutto, anche di rimasugli di cibo o di materiali in decomposizione. Di giorno si nascondono nelle crepe dei muri, sotto i battiscopa o in altri nascondigli, specie se umidi e vicini fonti di calore (es.: compressore del frigorifero, canali di passaggio per i tubi dell’acqua calda, forno di cucina ecc.). Infestano anche i sottolavelli e le parti inaccessibili dei mobili, i sottopiani cottura e gli anfratti e le contropareti dei fornelli e dei ripiani di cottura. Alcune specie prediligono cantine, fognature e discariche. Nelle case della nostra Regione si possono trovare quattro specie, che si riconoscono e differenziano facilmente tra loro per il colore (da nero a marrone chiaro) e per le dimensioni (da 2-3 cm a 1 cm). Alcune specie si propagano con maggior facilità in quanto si spostano velocemente anche sulle pareti verticali.
Cosa fare per evitare la loro compagnia? 1) Mantenere i locali puliti e ordinati e lasciare il pavimento libero da oggetti. 2) Effettuare una accurata sigillatura ermetica attorno al passaggio, nei muri, delle canalizzazioni di tubi del gas, dell’acqua, degli scarichi e dell’impianto elettrico per evitare che entrino dall’esterno. 3) Stuccare eventuali crepe e fessure di pavimenti, pareti e soffitti. 4) Fare attenzione ai sacchi, sacchetti o cartoni di alimenti o verdura (patate, cipolle, scatolame ecc.) che si portano a casa e che possono essere stati conservati in magazzini infestati.
5) Accertarsi che tutti gli scarichi siano dotati di sifone.
Cosa non fare?
1) Non lasciare cibo o residui di cibi in contenitori aperti. 2) Non tenere immondizie in recipienti aperti e smaltirle ogni giorno. 3) Non accumulare scorte alimentari nelle cantine e nei ripostigli.
Come verificare la loro presenza?
1) Accendere improvvisamente la luce di notte. 2) Collocare trappole collanti da cambiare ogni sei mesi.
Nei condomini:
1) Avvisare prontamente l’amministratore dello stabile in caso di infestazione del proprio appartamento, affinché faccia controllare gli altri appartamenti e le parti comuni. 2) Nel corso di lavoro per l’allacciamento alla rete fognaria urbana, accertarsi che la fossa biologica usata in precedenza venga rimossa o riempita di terra, per evitare che divenga luogo di annidamento di scarafaggi. 3) Se l’allacciamento alla rete fognaria urbana è già avvenuto negli anni precedenti, informarsi che la fossa biologica sia stata rimossa o riempita di terra.
Cosa fare se gli scarafaggi sono già arrivati?
Nel malaugurato caso che questi insetti siano comunque arrivati in casa vostra, sarà necessario operare una disinfestazione. Esistono in commercio prodotti in libera vendita: fare attenzione però al rischio di tossicità di alcuni essi e leggere attentamente l’etichetta. Altrimenti fare ricorso a ditte specializzate...ANCONETANA SERVIZI !
Dopo la tigre la "coreana"
- da
il 14/09/2011 @ 07:48
Zanzare: dopo la Tigre ecco la Coreana. Da Belluno ma con poco furore.
La Zanzara "coreana" è arrivata nel Feltrino forse tramite l`importazione di piante tropicali. Simile alla "Tigre", anche come comportamento, sembra che sia molto meno aggressiva dell`Aedes albopictus. La nuova zanzara coreana, forse arrivata solo due mesi fa, è stata riconosciuta dalla ULSS 2 di Feltre.
La globalizzazione, oltre a portare al crollo delle borse "istantaneamente e ovunque" ha anche altri svantaggi quotidiani, tra i quali l`arrivo di specie di insetti che non erano "di casa" nel nostro Paese. Così dopo la cittadinanza strappata dalla zanzara Tigre negli anni `90 (sbarcò a Genova, pare, con il commercio dei copertoni usati), insetto con cui ogni italiano convive in modo assolutamente poco pacifico (ricordiamo anche l`epidemia di chikungunya in provincia di Ravenna, nell`estate del 2007), arriva "dall`oriente" una nuova zanzara: la "coreana". La zanzara "coreana" (ma vive anche in Cina, Russia e in Giappone) è stata trovata dall`attenta ricerca della ULSS 2 di Feltre (Belluno). Il nome scientifico della "coreana" è "Aedes koreicus" diverso, ovviamente dalla "Tigre" che è "Aedes albopictus", anche se facente parte della stessa famiglia (Culicidae, e stesso genere "Aedes", appunto). Questa "nuova" zanzara è ovviamente un possibile veicolo di malattie per l`uomo (potenzialmente filariosi ed encefalite giapponese, ad esempio) ma da quanto si legge la "coreana" dovrebbe essere meno "cattiva" e "famelica" della zanzara tigre, forse anche perché, in questo momento, giunta probabilmente da un paio di mesi in provincia di Belluno, ha bisogno di ambientarsi. L`aedes koreicus è gia stata segnalata in Belgio negli anni scorsi, e potrebbe essere arrivata nella zona del Feltrino per via dell`importazione di piante tropicali. Sul web ci sono pochi dati disponibili sugli insetti in genere, dato che il lavoro dell`entomologo è purtroppo un compito "ingrato" dal punto di vista della gloria (ma di estrema importanza sceintifica e sociale), ma un documento però interessante è quello di Ichiro Miyagi del 1971, del Dipartimento Zoologia medica, Istituto di Medicina Tropicale dell` Università di Nagasaki, (http://is.gd/gGlDAz) e il classico di Kenneth L. Knight del 1947 (http://is.gd/F1NHLQ) sempre in PDF.
Zanzare: dopo la Tigre ecco la Coreana. Da Belluno ma con poco furore.
La Zanzara "coreana" è arrivata nel Feltrino forse tramite l`importazione di piante tropicali. Simile alla "Tigre", anche come comportamento, sembra che sia molto meno aggressiva dell`Aedes albopictus. La nuova zanzara coreana, forse arrivata solo due mesi fa, è stata riconosciuta dalla ULSS 2 di Feltre.
La globalizzazione, oltre a portare al crollo delle borse "istantaneamente e ovunque" ha anche altri svantaggi quotidiani, tra i quali l`arrivo di specie di insetti che non erano "di casa" nel nostro Paese. Così dopo la cittadinanza strappata dalla zanzara Tigre negli anni `90 (sbarcò a Genova, pare, con il commercio dei copertoni usati), insetto con cui ogni italiano convive in modo assolutamente poco pacifico (ricordiamo anche l`epidemia di chikungunya in provincia di Ravenna, nell`estate del 2007), arriva "dall`oriente" una nuova zanzara: la "coreana". La zanzara "coreana" (ma vive anche in Cina, Russia e in Giappone) è stata trovata dall`attenta ricerca della ULSS 2 di Feltre (Belluno). Il nome scientifico della "coreana" è "Aedes koreicus" diverso, ovviamente dalla "Tigre" che è "Aedes albopictus", anche se facente parte della stessa famiglia (Culicidae, e stesso genere "Aedes", appunto). Questa "nuova" zanzara è ovviamente un possibile veicolo di malattie per l`uomo (potenzialmente filariosi ed encefalite giapponese, ad esempio) ma da quanto si legge la "coreana" dovrebbe essere meno "cattiva" e "famelica" della zanzara tigre, forse anche perché, in questo momento, giunta probabilmente da un paio di mesi in provincia di Belluno, ha bisogno di ambientarsi. L`aedes koreicus è gia stata segnalata in Belgio negli anni scorsi, e potrebbe essere arrivata nella zona del Feltrino per via dell`importazione di piante tropicali. Sul web ci sono pochi dati disponibili sugli insetti in genere, dato che il lavoro dell`entomologo è purtroppo un compito "ingrato" dal punto di vista della gloria (ma di estrema importanza sceintifica e sociale), ma un documento però interessante è quello di Ichiro Miyagi del 1971, del Dipartimento Zoologia medica, Istituto di Medicina Tropicale dell` Università di Nagasaki, (http://is.gd/gGlDAz) e il classico di Kenneth L. Knight del 1947 (http://is.gd/F1NHLQ) sempre in PDF.
I calabroni (genere Vespa) presenti in Italia appartengono principalmente a 2 specie: la vespa crabro diffusa su tutto il territorio italiano e la vespa orientalis presente esclusivamente nelle regioni meridionali.
Sono di grosse dimensioni (circa 35 mm di lunghezza), di colore bruno, con addome tronco a livello della sua inserzione al torace e variegato di giallo.
Costruiscono nidi voluminosi (vespai) nei cavi degli alberi, negli anfratti di muri o muraglioni. Sono attratti dalle sostanze zuccherine per cui si incontrano in particolare nella tarda estate/autunno (periodo della vendemmia).
La loro puntura è assai dolorosa e pericolosa.
Il veleno presente nei pungilioni degli imenotteri contiene sostanze con attività tossiche e irritanti, che provocano immediatamente una sensazione di dolore gonfiore e arrossamento.
Le sostanze allergizzanti, provocano, in soggetti geneticamente predisposti, reazioni gravi e shock-anafilattici, effetti che insorgono entro pochi minuti dalla puntura aggravandosi rapidamente.
Per questi motivi è necessario non s o t t o v a l u t a r e il reale pericolo che un nido di calabroni installato nella nostra abitazione, o nelle immediate vicinanze, rappresenta. Un'accurata
disinfestazione messa in opera dagli specialisti dell' A N C O N E T A N A S E R V I Z I , vi metterà al riparo da ogni situazione di pericolo.
I calabroni (genere Vespa) presenti in Italia appartengono principalmente a 2 specie: la vespa crabro diffusa su tutto il territorio italiano e la vespa orientalis presente esclusivamente nelle regioni meridionali.
Sono di grosse dimensioni (circa 35 mm di lunghezza), di colore bruno, con addome tronco a livello della sua inserzione al torace e variegato di giallo.
Costruiscono nidi voluminosi (vespai) nei cavi degli alberi, negli anfratti di muri o muraglioni. Sono attratti dalle sostanze zuccherine per cui si incontrano in particolare nella tarda estate/autunno (periodo della vendemmia).
La loro puntura è assai dolorosa e pericolosa.
Il veleno presente nei pungilioni degli imenotteri contiene sostanze con attività tossiche e irritanti, che provocano immediatamente una sensazione di dolore gonfiore e arrossamento.
Le sostanze allergizzanti, provocano, in soggetti geneticamente predisposti, reazioni gravi e shock-anafilattici, effetti che insorgono entro pochi minuti dalla puntura aggravandosi rapidamente.
Per questi motivi è necessario non s o t t o v a l u t a r e il reale pericolo che un nido di calabroni installato nella nostra abitazione, o nelle immediate vicinanze, rappresenta. Un'accurata
disinfestazione messa in opera dagli specialisti dell' A N C O N E T A N A S E R V I Z I , vi metterà al riparo da ogni situazione di pericolo.